
Oltre 15 anni di esperienza nel mondo editoriale.
Nelle loro giornate, Maurizio e Danilo si arrampicano sopra gli alberi alla ricerca di nascondigli segreti, scappano da bambini prepotenti come Bonzo, stanno ore davanti alla televisione a guardare carrellate di cartoni giapponesi; talvolta studiano insieme.
Un giorno, per combattere la noia di una calda sera d’estate, insospettiti da una strana luce all’interno della sacrestia, entrano di nascosto nella parrocchia di Don Giuseppe spingendosi oltre i limiti loro consentiti.
Tutto potrebbe essere dimenticato in fretta, ma Danilo non resiste alla tentazione di fare uno scherzo al suo peggior rivale.
A causa di quel gesto Danilo viene mandato lontano ad espiare le sue colpe, mentre Maurizio se la cava con una punizione di una settimana. Adesso potrà vivere la sua adolescenza, crescere senza l’amico più caro, che sente di aver tradito, e coltivare un sogno: l’amore per Glenda.
Lei ormai è grande, ma fa ancora quel maledetto sogno: di notte sua madre ricompare, per poi svanire nel nulla. E fra i suoi giochi di memoria c’è anche quel primo giorno di scuola in cui Maurizio e Danilo le sono entrati nella sua vita davanti nel più bizzarro dei modi.
Vivere senza una madre è faticoso, e Glenda rischierà di perdersi in un’adolescenza cupa e sbandata. Maurizio riuscirà a salvarla per un soffio, e i tempi saranno maturi per accogliere il ritorno di Danilo.
Il loro complotto d’amore non avrà le sembianze di un gioco, sarà potente e insidioso come lo sono le grandi passioni e li condurrà verso un destino inesorabile a cui nessuno, nonostante tutto, riuscirà a sottrarsi.
Ho deciso: non farò quello che sembra si debba fare con le prefazioni o le introduzioni.
Resisterò insomma alla tentazione di raccontarvi la storia in cui entrerete subito dopo queste righe, in modo che dall’inizio alla fine vi possiate regalare attesa e sorpresa. E non vi presenterò i suoi personaggi, di cui pure sarebbe un piacere parlarvi, perché non è così che si fa, quando ci sono personaggi che sanno staccarsi dalla pagina e venirvi incontro. Ci penseranno loro, a prendervi per mano e a presentarsi.
Non tenterò nemmeno un giudizio critico, per prima cosa perché non credo di esserne capace, in secondo luogo perché – e di questo ne sono assolutamente convinto – prima del giudizio è giusto pretendere il piacere della lettura. Tuffatevi voi in questa piscina di parole ed emozioni.
So che vi troverete perfettamente a vostro agio. Vi immergerete nell’acqua di una storia che, chissà, potrebbe essere anche la vostra storia, o la storia di qualche persona a voi cara.
E per dirvela tutta leggendo Marco Piermattei mi è ritornato in mente ciò che una volta ha affermato un grande scrittore israeliano, Aharon Appelfeld:
La letteratura dice: guardiamo questa particolare persona. Diamole un nome, un luogo. Offriamole una tazza di caffè… la forza della letteratura risiede nella capacità di creare un’intimità. Quel genere di intimità che ci tocca personalmente
Ed è proprio questo che mi è successo. Mi sono sentito toccato da questa storia popolata di gesti e scelte appena abbozzate, di dialoghi e di parole sommesse o non pronunciate, di possibilità e di rinunce, di equivoci e di nuovi inizi.
Una storia raccontata bene – con voce originale – senza presunzione autoriale, ma con la consapevolezza di avere qualcosa da dire e di poterlo fare senza bisogno di autocompiacimenti, di effetti speciali, di acrobazie stilistiche, di straripamenti narrativi (diceva Oscar Wilde: Chiunque può scrivere un romanzo in tre volumi: ciò richiede semplicemente una totale ignoranza della vita e della letteratura – e io sottoscrivo)
Ho avuto la fortuna di farmi accompagnare da questa storia quando ancora era lontana dal diventare un libro. Quando insomma era un manoscritto che cercava (e si meritava) il suo editore. E’ passato tempo da allora, ma le vite che intreccia non si sono ancora dileguate.
Come dice Erri De Luca:
Il lettore vuole lasciarsi incidere da quello che legge, conservare un graffio nella memoria che gli permetta un giorno di mostrare la sua conoscenza attraverso un nome, un titolo, un personaggio
Vero, verissimo. Di graffi questo libro ve ne lascerà diversi. Provare per credere, non il giorno che lo avrete finito e lo sistemerete al suo posto in libreria. Ma il giorno dopo e il giorno dopo ancora… e per molto tempo ancora.
Paolo Ciampi
Marco Piermattei dice di sé…
“Sono nato trentasette anni fa a Firenze, e da oltre quindici lavoro nel settore aeroportuale. Nel 2002, sempre a Firenze, ho preso una laurea in Scienze Politiche, e mentre tentavo di dare il mio contributo al trasporto aereo preparando una tesi che parlasse di organizzazione, facevo lunghe camminate per i corridoi della facoltà e guardavo la gente. Gesti, voci, odori, modi diversi di stare al mondo.Ho cominciato ad appassionarmi; fra tutto quello che mi stava davanti agli occhi, non c’era niente da buttare. C’erano tante piccole, grandi storie.”
Da Mondorosashokking.com – Venerdì 21 ottobre 2011
Recensione:
http://www.mondorosashokking.com/Dalla-Libreria-Rosa-Shokking/I-padri-di-Raul—Marco-Piermattei/
Intervista:
http://www.mondorosashokking.com/Morsi-Dal-Talento/Intervista-a-Marco-Piermattei/
Da Esserciweb – Lunedì 21 novembre 2011
Intervista a Marco Piermattei
http://www.esserciweb.it/in-evidenza/marco-piermattei-e-i-padri-di-raul/
Da ToscanaLibri – Mercoledì 23 novembre 2011
Evento
http://www.toscanalibri.it/news_autori.php?ID=3932
Da Il trillo del diavolo – Sabato 26 novembre 2011
Recensione
http://iltrillodeldiavolo.it/recensioni/3084-r-marco-piermattei-i-padri-di-raul.html
Da Paper Blog – Sabato 2 dicembre 2011
Recensione
http://it.paperblog.com/padri-e-figli-726126/
Da Lobodilattice – Arte contemporanea e nuove tendenze – Sabato 18 dicembre
Recensione
http://www.lobodilattice.com/padri-raul-lasciano-il-segno
Da Mangialibri.com – Martedì 20 dicembre 2011
Recensione
http://www.mangialibri.com/node/9649
Intervista a Marco Piermattei
http://www.mangialibri.com/node/9654
Da ToscanaLibri – Giovedì 2 febbraio 2012
Intervista a Marco Piermattei